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Rosaria Renna: la radio è donna

Tra le voci di successo del panorama radiofonico italiano, oggi andiamo a conoscere più da vicino una donna molto preparata, che ha saputo nel corso degli anni coltivare il proprio talento con tanta tenacia e passione, fino ad arrivare ad essere una delle speaker più apprezzate. Vi stiamo parlando di colei che dalle 15 alle 18, dal lunedì al venerdì, ci tiene compagnia insieme a Claudio Guerrini sulle frequenze di Rds: Rosaria Renna!

L'esperienza che ha condiviso con noi ci parla di una timida Rosaria che durante il periodo delle scuole elementari si ritrova per caso davanti ad un microfono ad ammirare le capacità della speaker del momento, fino ad arrivare all'età adolescenziale durante la quale viene completamente affascinata da questo mondo e decide di percorrere tutte le tappe che le permetteranno di realizzare il grande sogno legato alla radio. Non ha mancato di regalarci preziosi consigli legati alla cura della voce e ulteriori dritte per chi oggi volesse intraprendere questo mestiere, quindi "state tuned" e venite ad ascoltare l'intervista che ha rilasciato ai nostri microfoni! 

Intervista realizzata a Novembre 2015 da Catia Demonte

Qual è stato il percorso che ti ha condotta a RDS?

Ho iniziato nelle radio locali della mia città, Monopoli, in provincia di Bari, quando c’erano tante emittenti dove era sufficiente bussare per realizzare un programma; chiaramente in maniera gratuita, però c’era questa bellissima possibilità, oltre al fatto di poter sentire tanta musica attraverso i vinili che si avevano a disposizione. Quella è stata la mia palestra più grande, non avevo idea che potesse diventare un lavoro, mi piaceva per il fatto di poter ascoltare tanta musica e di poter alzare un cursore e fare arrivare la mia voce a tanta gente. Diciamo che piano piano mi ha sedotto questo mondo e a 18 anni ho avuto il primo contratto con Radio Norba, che è una bellissima realtà del sud-est d’Italia e dove sono rimasta per 5 anni facendo tantissima gavetta, realizzato tantissime trasmissioni anche su Tele Norba, interviste ed esterne. Quello è stato un percorso molto formativo, per quello dico ai ragazzi che la gavetta è molto importante. Successivamente ho inviato a Rds una “cassetta” con alcune registrazioni e un’intervista fatta a Biagio Antonacci, mi hanno presa per due mesi per sostituire Anna Pettinelli che era incinta e...ora Carolina, figlia di Anna ha 23 anni ed io sono ancora qui!

Hai studiato anche recitazione e doppiaggio?

Si, diciamo che, mentre ceravo di capire cosa volessi fare da grande, dai 16 fino ai 25 anni ho studiato un pò di tutto: recitazione, canto, doppiaggio e poi chiaramente anche dizione perchè avevo l’accento pugliese... anche se non come quello di “Lino Benfi”! Ho iniziato a pulire il linguaggio e poi a farmi affascinare dalle varie discipline come il canto e la recitazione. Ho frequentato la scuola di Enzo Garinei, “Ribalte”, a Roma e continuo ancora oggi a prendere lezioni di canto. Io credo che non si finisca mai di cercare di diventare delle persone e dei professionisti migliori.

Quali sono le caratteristiche che deve possedere una voce femminile per superare un provino radiofonico?

Dipende innanzi tutto da dove si va a fare il provino, ogni realtà radiofonica ha un proprio linguaggio, un suo target di riferimento. Quindi una cosa che può andare bene per RDS, non va bene per Radio Deejay, M2o, Rtl eccetera… Però per fare questo mestiere ci sono delle caratteristiche di base da possedere: sicuramente le cose da comunicare. Una volta si diceva “hai una bella voce puoi fare radio”, adesso la bella voce è relativa. Se uno poi ha una bella voce va bene, ma la cosa più importante è avere delle cose da dire, la personalità, la curiosità di saperne sempre di più di tanti argomenti, essere assolutamente padroni di quello che accade attorno a noi. Io consiglio di fare sempre tante esperienze: di andare a teatro, al cinema, di andare ai concerti e di viaggiare, perchè più cose si fanno, più persone si incontrano, più si diventa una persona completa che può condividere delle cose e avere da dire delle cose agli altri. Una volta era più difficile avere delle informazioni, la radio era quella che per prima ti dava l’informazione, mentre oggi è tutto a disposizione tramite il web. Quindi occorre fare un lavoro per cui poi ti scelgano. Perchè devono scegliere di ascoltarmi oggi? Perchè sanno che proporrò delle cose particolari o che li farò divertire, quindi offrire delle cose per cui si ha lavorato. Penso che l’improvvisazione possa nascere su una grande preparazione, un pò come fa Fiorello.

Come ti prendi cura della tua voce?

Mi rendo conto che la voce, la bocca e la gola sono degli strumenti da curare molto bene, da non strapazzare e soprattutto da tenere in allenamento. Mi sono accorta che ad esempio quando vado in vacanza e sto dei periodi in cui non parlo al microfono, quando torno devo riprendere l’articolazione. Quindi faccio gli esercizi per sciogliere la voce e per articolare bene le parole.

L’ambiente radiofonico vede una predominanza di presenze maschili. Che ruolo ha la donna in radio rispetto ad un uomo?

Diciamo che le donne devono sempre lavorare il doppio per prendere lo stesso stipendio. Sicuramente è anche questo un ambiente maschilista. Io sono molto contenta perchè a RDS siamo molte donne. Diciamo che questa è un pò un’oasi, noi siamo controcorrente e di questo sono molto fiera. Per quanto concerne il ruolo della donna devo dire che non mi piace molto dividere, nel senso che se uno è bravo lo è senza distinzione di sesso.

I tuoi consigli in pillole per tutti i ragazzi che stanno facendo la gavetta?

Leggete tanto, uscite, incontrate gente, vivete perchè se non avete delle cose da dire è inutile che pensiate di intraprendere una carriera radiofonica. Se volete fare radio lavorate nel mondo della comunicazione. Per far questo dovete avere un mondo dentro. Per avere un mondo dentro dovete esplorarlo fuori. Quindi datevi tanto da fare e una volta che avete deciso che questa è la vostra strada, non vi fate abbattere dalle porte chiuse, dai tanti no o da chi vi dice che è difficile. 

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