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Da Radio Capital: Giancarlo Cattaneo

Immaginate uno spazio all’ aperto e la voce di uno speaker in grado di “suonare” poesia a ritmo di musica e di dipingere l’atmosfera con tutti i colori delle emozioni… Vi stiamo parlando di Giancarlo Cattaneo, conduttore radiofonico di Radio Capital e voce insieme a Mario De Santis di “Parole e Note”, un progetto discografico di Maurizio Rossato che da qualche anno ci sta facendo riscoprire i grandi autori in modo del tutto originale.

 

Intervista realizzata a Settembre 2015 da Catia Demonte

Oltre ad essere un programma di Radio Capital, in onda ogni Mercoledì a mezzanotte e in replica Domenica alle 23.00, Parole e Note è diventato un vero e proprio appuntamento itinerante, uno spettacolo live in varie città e location italiane.

Crooners and Classics, Weekend in Classic e Fantasy Factory sono gli altri programmi che Giancarlo Cattaneo conduce su Capital insieme a Ciao Belli su Radio Deejay. Una carriera radiofonica arricchita da 22 anni di esperienza che gli hanno permesso di arrivare oggi ad essere uno speaker davvero eclettico.

Andiamo a scoprire cosa ci ha raccontato nella sua intervista audio:

Sappiamo che a breve riprenderà la nuova stagione di “Parole e Note”, ci saranno delle novità?

Il progetto è nato diversi anni fa, dalla mente “diabolica” di Maurizio Rossato, che è anche regista di Fabio Volo su Radio Deejay. Poi sono nati dei cd, la trasmissione radiofonica su radio Capital e successivamente è diventato itinerante per cui è uno spettacolo live. C’è chi lo definisce “reading”, ma è riduttivo. In realtà è un dialogo tra musica e poesia. Si riparte venerdì 18 settembre e saremo in Campania per la prima delle due date previste: la prima sarà a Terzigno e la seconda, sabato 19 settembre, a S.Maria Capua Vetere, nell’Anfiteatro campano. Lo spettacolo non è mai uguale perché viene sempre modificato a seconda di chi ci ospita. In questo caso, trovandoci nel luogo dell’Anfiteatro, ci sarà una parte dedicata a Spartaco e ai romani. Nell’altra tappa, quella di Terzigno ci sarà un omaggio alla napoletanità e poi si proseguirà con la data del 3 di ottobre a Vigliano Biellese. Il 4 ottobre invece saremo a Reggio Emilia, al “Food Immersion Festival”, che è un festival dedicato al cibo, con diversi workshop, giunto alla sua quarta edizione. Noi in questa occasione sposeremo l’argomento portante che è il cibo, quindi abbiamo declinato e modificato alcuni testi che andremo a leggere.

Per info: www.parolenote.com

Qual è stato il percorso che ha fatto la tua voce da quando hai iniziato fino ad oggi?  

Comincio per gioco perché un mio amico era in una piccola radio di quartiere a Napoli e mi dice “Perché non provi?”. Da li ho fatto redazione, dizione e poi mi sono avvicinato all’intrattenimento, quindi sono passato ai programmi speakerati. Sono cresciuto nel territorio locale delle radio regionali perché io credo molto nella gavetta. Poi la mia voce ha fatto il grande salto quando, Gigi d’Ambrosio, Direttore Artistico di quella che all’ epoca era Radio One One, mi contattò e mi disse di andare a Milano.

Qual è l’aspetto della voce che curi di più?

Io cerco di preservarla con colluttori e affini, anche perché questa mezza stagione è pericolosa.

Qual è il consiglio legato all’espressività della voce che daresti a chi oggi vuole iniziare questo lavoro?

Io non me la sento di dare consigli perché rischierei di essere fin troppo romantico. Io direi semplicemente di crederci, di andare fino in fondo e di coltivare una passione perché ce la si può fare. Forse ciò che va fatto per quanto riguarda la radio, è porsi sempre con grandissima curiosità nei confronti di ciò che si vede, si incontra e soprattutto si legge. Leggete qualunque cosa, ogni tipo di rivista, anche quella che magari può essere lontana da voi. L’approccio deve essere sempre quello: grandissima curiosità. Poi per quanto riguarda “Parole e Note”, io non essendo un attore cerco sempre di metterci l’anima. Ho profondo rispetto per gli attori, per chi investe e impiega una vita con tantissima fatica in questo settore. Io non ho studiato recitazione e questo mi permette di avere un approccio anche più libero. Nei live cerco semplicemente di lasciarmi trasportare dal pezzo. Ci sono volte i cui sono particolarmente soddisfatto, altre volte in cui posso esserlo meno. Il principio di base è che la radio aiuta, perché tu impari a modulare la voce, sei padrone, hai uno strumento, il tuo strumento di lavoro e non soltanto questo, perché prima ancora è una passione. La voce, essendo il tuo strumento, impari ad utilizzarla. Allo stesso tempo e modo quando fai doppiaggio, soprattutto devi saperla utilizzare quando fai spot radio-televisivi e devi far dire di si ai clienti che te lo richiedono.

Che cosa rappresenta per te la voce?

Io ho un tatuaggio sull’avambraccio destro il cui significato è voce. Non è soltanto uno strumento di lavoro: la voce può essere dolce, gradevole, fastidiosa…può essere in tanti modi. Una parola può essere pronunciata in mille modi diversi, con mille intenzioni differenti a seconda delle intenzioni che la voce porta. Quando tu sulla tavolozza riesci, anche con dei tentativi, ad arrivare al colore che avevi in mente, al colore che secondo te è quello giusto e che sta bene su quella tela che è ancora bianca, hai una grandissima soddisfazione. 

 

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